domenica 27 gennaio 2013

Della fine del mondo e delle deducibili conseguenze economiche.




L'altra sera la mia ragazza ha scelto di guardare Melancholia, di Lars von Trier. A farmi accettare di buona voglia è stata l'idea alla base di un film, ovvero la minaccia di un pianeta che muove dritto verso la Terra lasciando senza speranze l'umanità. Insomma, un film psicologico che accontenta Lei con una base da disaster movie che accontenta Lui. Ed ecco infatti che la pellicola si apre con una serie di inquadrature stupende, tutte al rallentatore, con Kirsten Dunst tutta scombinata, un cavallo scombinato, un campo da golf scombinato e soprattutto un piccolo pianeta che collide con la Terra, con onde alte chilometri e una luce abbagliante che l'umanità per un attimo pensa: "toh, piove ma c'è il sole, pazzesco." e un microsecondo dopo muore. 

Al che ti viene da pensare. Innanzitutto a chi è andato corto in borsa, gabbando tutti quanti. Metti che tutti sappiano dell'arrivo del meteorite almeno un anno prima del previsto impatto, e che tutti gli scienziati siano d'accordo nel dire che no, non c'è un mezzo percento di possibilità di salvarsi. A quel punto chi ha venduto un contratto forward si trova a stappare lo spumante buono, quello che tiene lì da una vita in attesa che suo figlio si laurei o si sposi, e che ora vale la pena aprire tanto la Terra sta per esplodere e figurarsi se suo figlio trova una ragazza in un anno, sempre attaccato a fumetti e videogames. E, visto che andare corti significa assumere un debito, ne consegue che tutti i debitori benedirebbero il giorno del giudizio (a patto che il prestito scada oltre l'anno di vita utile).

D'altro canto mi vien pena a pensare a chi ha prestato il denaro, e che attende il rientro del capitale investito: dalle banche che offrono mutui per le case alla TIM che rateizza gli smartphone a 20€ al mese, quegli stessi smartphone che intaseranno la rete per un anno con foto instagram d'addio e frasi seguite da #perchèadesso e #ho17annieparcheggiarenonsaràmaiunproblemaperme. Certo il problema permane per i grossi debiti che scadono prima e non possono essere rinnovati: penso per esempio ai debiti sovrani, che ciclicamente vengono pagati con nuovo debito. Che farebbe lo Stato? Ripagherebbe tutto vendendo ai privati il Colosseo e licenziando i dipendenti pubblici, o defaulta mandando a cagare i creditori, che tuttavia sono in gran parte i suoi stessi cittadini? Un problema non banale, scoprire di non avere più i risparmi di una vita e dunque non poter spendere tutto quello che si possiede prima della fine del mondo. 

Tuttavia l'economia non è solo patrimonio, ma anche trasferimento di risorse e flussi di valore aggiunto. Il desiderio di scialacquare i propri averi sarà appunto il primo desiderio delle persone, che correranno in banca per ritirare tutto il contante (già, perché siamo nel 2012 ma le prostitute e i prostituti così come gli spacciatori, non svolgendo lavoro legale, non possono essere pagati né col bancomat né coi buoni pasto. L'Italia, Paese arretrato civilmente ancor prima che economicamente). A quel punto ci sarebbe una totale crisi monetaria, accompagnata tra l'altro da un'iperinflazione su alcuni prodotti per eccesso di domanda (su tutti mi viene in mente gli antidepressivi e le candele da chiesa, oltre al già citato mercato del sesso e della droga) e una deflazione esagerata su altri prodotti (i contratti assicurativi sulla vita, i diamanti e tutti gli altri beni che durano per sempre).

Mentre quindi la domanda varierà a seconda dei beni in questione, è interessante indagare sul lato dell'offerta. I film apocalittici insegnano che, a seguito di un disastro globale, lo scenario più attendibile è quello di un caos sociale, di piccole comunità che lottano per la sopravvivenza mentre gruppi di barbari, pirati e predoni nomadi compiono scorribande nelle periferie desolate. Ma questo è, appunto, un ragionamento ex-post; dal punto di vista ex-ante, i film non ci sono d'aiuto in quanto prevedono sempre la speranza di poter far esplodere il meteorite con una bomba atomica trivellata nel nucleo da un gruppo di operai alcolizzati del settore petrolifero. La domanda quindi è: di fronte alla totale assenza di speranza, si continuerà a produrre, a lavorare, ad investire (per lo meno sul breve)? E soprattutto, nel business delle previsioni (dal meteo all'oroscopo), ci sarà qualcuno che il giorno X-1 dirà: "domani previsto neve, ricordate le catene a bordo."?

Dan Marinos

Ps: Poi, dopo due ore e passa, mi sono svegliato. Che bella dormita ragazzi!



domenica 20 gennaio 2013

Casomai ci fossimo dimenticati dei bilanci dei partiti





Qualche settimana fa Salvini, consigliere comunale a Milano ed europarlamentare della Lega, affermava ai microfoni del TG3 che parlare dell'ennesimo scandalo di senatori corrotti era parlare del nulla. L'esponente maggiore della Lega in Lombardia argomentava tale nullità spiegando che il bilancio del Carroccio era stato certificato da una società di revisione di alta reputazione (per altro americana, quindi non legata alle trame di un partito italiano) e che nulla di sbagliato, o illegale, era emerso dai controlli. Ovviamente l'intervista si chiudeva con la solita tesi della bomba ad orologeria date le elezioni imminenti.
Ora, che tale argomentazione sia sbagliata in tutti i sostantivi, verbi e aggettivi utilizzati da Salvini, non stupisce ma fa comunque girare le palle: 1) PricewaterhouseCoopers ha effettuato una revisione parziale, limitata ad alcune voci del bilancio del partito, in accordo con la Lega stessa. 2) La revisione contabile non certifica alcunché, né garantisce la correttezza di bilancio. 3) La revisione parziale ha interessato il bilancio di partito, non dei gruppi parlamentari, regionali o altre sezioni locali. 4) Altro che correttezza, la relazione di PwC ha fatto emergere "criticità nella gestione pregressa". 5) A parte il fatto che PwC è inglese e non americana, ad effettuare la revisione non è stato certamente l'ufficio di Londra bensì uno italiano, di Milano o Roma.

Questo è un ulteriore esempio di quanto prendere per il culo gli elettori sia uno sport praticato a livello professionistico da molti politici italiani. Un'attività che prevede fasi di riscaldamento nei momenti a basso livello d'attenzione mediatica, come nel caso dell'intervista di Salvini, per poi scatenarsi in veri campionati nazionali della panzana, nei giorni in cui le prime pagine vomitano scandali e gli opinionisti si stracciano le vesti. E' qua che si vedono i fuoriclasse che sanno destreggiarsi egregiamente tra investimenti in Tanzania e grandi feste nelle periferie romane. 

Oggi viviamo in un periodo di calma, per cui le notizie circa i rendiconti dei partiti e dei gruppi parlamentari o regionali passano in secondo piano. E' quasi per culo infatti, visto che evito la sezione "Norme e tributi" del Sole 24 Ore manco fosse un esame alla prostata, se ho letto questo articolo, dove il giornalista informa i lettori dell'evoluzione legislativa a seguito degli scandali autunnali in Lazio e Lombardia. In sintesi, dal 2013 il controllo sui rendiconti dei gruppi consiliari nelle varie Regioni spetterà alla Corte dei Conti, mentre l'introduzione di revisione esterna è a discrezione della singola Regione. E' il caso per esempio del Piemonte, che nel legge 16/2012 obbliga i partiti a presentare entro il 20 febbraio al Presidente del Consiglio Regionale la nota di rendicontazione, correlata dall'opinion di un revisore dei conti non scelto ma assegnato a sorteggio. A proposito del rendiconto, questo è standard per tutte le regioni, e si trova a questo link: notare che la sezione di Gatteo a Mare del Club Alpino Italiano predispone un bilancio dotato quasi della stessa "complessità": ancora più imbarazzante è notare la somiglianza con quello che la legge imponeva ai partiti nazionali nel 1974, e che fallì miseramente il proprio compito di trasparenza ed accountability. Posto comunque che è comprensibile la scelta di contabilizzare tutto per cassa e non per competenza, fa  rabbrividire il pensiero che su un foglietto striminzito, senza alcuna spiegazione integrativa, possano passare le centinaia di migliaia di euro che i gruppi si trovano in mano; e per quanto sia apprezzabile il divieto di trasmissione di denaro tra gruppi consiliari e partiti politici, fa ridere l'elenco di spese accettabili, soprattutto quelle per "attività istituzionale", laddove non esiste alcuna definizione stringente che spieghi cosa sia e cosa non sia un'attività istituzionale. 

Siamo sempre al solito punto, che non verrà mai risolto da questa classe politica: introdurranno nuovi formulari, più o meno dettagliati, colorati, disponibili su internet, firmati dal revisore o dal Papa, ma sempre privi di principi contabili severi e inderogabili che rendano tali documenti migliori della carta con cui vengono avvolte le caldarroste del baracchino in Piazza Duomo (castagne tra l'altro che potremo mangiare soltanto nell'inverno del 2014, visto che le leggi si applicheranno ai rendiconti del 2013; quelli dell'anno passato, così carico di scandali e illeciti, sono infatti esentati dal nuovo e presunto migliore controllo contabile).

Ma tranquilli, non crediate che l'anno appena iniziato non sarà ricco di scontrini a tre zeri per cene istituzionali, festini culturali e prestazioni sessuali di rappresentanza. Anzi, facciamo una scommessa: chi sarà il prossimo che urlerà alla classica bomba ad orologeria?

Dan Marinos 

domenica 6 gennaio 2013

Fermare il Declino può dire di più


Voglio votare per un partito di schifosi pervertiti omosessuali infedeli che non hanno rispetto per la Vita e  sono a favore dell'assassinio legalizzato che è l'aborto e l'eutanasia (e che non siano capeggiati da Vendola). E' chiedere troppo?


Differenziamo, in maniera semplice e sintetica, il politico dal tecnico in quanto il primo appartiene ad un movimento o partito che ha concorso alle elezioni. Per questo Monti  è stato un tecnico ma non lo è più da qualche giorno, mentre Berlusconi pur nascendo imprenditore è stato ed è tuttora, evidentemente, un politico.

Lo stesso ragionamento si applica per Fermare il Declino, che per ora si è meritato i miei migliori auguri. Il movimento di Giannino annovera tra i suoi aderenti un numero significativo di docenti universitari. Se, come appunto spero, molti di loro dovessero essere eletti in parlamento e nei consigli regionali, ai loro curricula dovrà essere aggiunto la voce “politico” tra le esperienze professionali.

Una seconda differenza tra tecnici e politici è la vastità della gamma di obbiettivi per cui vengono chiamati ad operare. Monti è stato scelto per salvare letteralmente l’Italia dal tracollo economico, e per questo motivo ricorderemo il suo governo per le prese di posizione circa fiscalità, pensioni e struttura dell’apparato statale. Nulla invece è stato fatto riguardo ai diritti civili, che per quanto abbiano riflessi di tipo economico, appaiono decisamente più legati al dibattito politico tra partiti che all’imposizione di esperti di settore.

 Vengo al punto: se FID (o meglio, FFID – Fare per Fermare il Declino) è un movimento politico, mi attendo una posizione ufficiale che si estende a tante e diverse tematiche. Ad oggi, è chiara l’opinione di Giannino sui temi prettamente di mercato, e con uno sforzo veramente minimo si riescono a trovare altre informazioni e dichiarazioni  anche sui temi di educazione, sanità, e giustizia. Mancano però all’appello i diritti civili. Il campanello d’allarme circa una possibile confusione interna al movimento era suonato dentro di me a ottobre, quando al comizio tenutosi in Piazza San Fedele a Milano Zingales si era scagliato violentemente contro la Chiesa e Giannino era poi intervenuto a tranquillizzare i cattolici presenti. All’epoca non mi ero tuttavia inquietato più di tanto, visto che pur se non si sbilanciavano (vuoi anche per motivi di tattica politica), avevo ed ho la sensazione di sapere come la pensino Boldrin & Co. riguardo a matrimoni gay ed eutanasia. In più ad ottobre il movimento era nato da poco, per cui ancora molto c’era da costruire; così ho silenziato l’allarme ritardandone l’attivazione per il periodo elettorale. Ieri, a poco più di un mese dalle elezioni, l’allarme è tornato a suonare.

Mentre aspettavo con calma zen i 72 numeri davanti a me nell’ufficio ASL di Via Doria, ho fatto un giro sul sito di FFID. Considerando che sia il manifesto che le 10 proposte principali si concentrano sui temi di mercato, lavoro e peso dello Stato, ho pensato che qualcosa si poteva rintracciare direttamente nel forum: in altre parole se gli esponenti di spicco ancora non si sono sbilanciati riguardo ai diritti civili, ho supposto che esistesse almeno un sottobosco di iscritti e attivisti che ne discutevano. Ho dunque navigato nella sezione “altri temi” e catalogato le tematiche toccate, segnandomi il numero di post attivati e le risposte totali per ciascun argomento. Questo il risultato:

Mi si perdoni la pochezza grafica di questa tabella, ma non sono né uomo di ricerca né di marketing.

Gli utenti del forum si sono innanzitutto scatenati, per ora, su come comunicare meglio l’immagine e le proposte del partito, su come migliorare le pubblicazioni del sito internet, sull’attivazione di nuove piattaforme, su come organizzare le sezioni del movimento; è un risultato assolutamente sensato, data sia la rapida crescita di FFID sia la vicinanza con le elezioni. Altrettanto vivace è il dibattito sulle possibili alleanze e l’analisi della concorrenza (su tutti quella di Monti). Più calme invece sono le tematiche di politica estera (sia questioni comunitarie che sui conflitti mediorientali), sulla sanità e sul mercato energetico. Infine un mucchio di thread poco attivi, un po’ perché già inclusi negli spazi del forum specifici (vedi il tema sul fisco e sulle liberalizzazioni). E per quanto riguarda i diritti civili e quegli altri temi che spesso soffrono di subordinazione alle ideologie?

Due proposte di dialogo inerenti l’introduzione di codici etici nelle PA e nella politica non sono state affatto raccolte dagli utenti del forum. Miglior sorte è toccata ad un dibattito sul ruolo della Chiesa in Italia, dove le risposte all’OP sono state 8, ma ruotano tutte attorno ai due insipidi motti “libera chiesa in libero Stato”  e “date a Cesare quel che è di Cesare”. Certo, qualche folle azzarda un “eliminiamo l’8Xmille”, un altro chiude un piccolo trattato sull’importanza della Chiesa nella cultura italiana con un “pace e bene”.

Un altro thread, infine, è introdotto da:

una forza che si propone di governare questo Paese in modo credibile, oltre che di economia, fisco, finanza pubblica, giustizia e welfare dovrebbe interrogarsi anche sui temi etici e dei diritti civili! Fare x FilD su questi temi non si è espressa in modo chiaro! Facciamo lo noi qui!.

Subito è seguita la risposta del moderatore:  

attenzione ai temi etici ed i diritti civili, sono argomenti da trattare con le pinze. Purtroppo sono argomenti che implicano il parlare su cose meno concrete di economia, tasse e debito pubblico. Il rischio è che si accendano flame assolutamente evitabili e si ecceda nelle discussioni.Negli ultimi 20 anni i temi etici ed i diritti civili sono stati "armi di distrazioni di massa" con i quali si è spostata la discussione verso argomenti ed argomentazioni capziose e futili ( non ho mai assistito ad un dibattito non ideologico su questi temi ). Quindi lasciamo aperta la discussione, ma richiediamo agli utenti la massima cura nel NON offendere l'altro e non affrontare ideologicamente la discussione. Se vedremo che la discussione esce dagli schemi del rispetto delle opinioni altrui e dalla buona creanza e civiltà che contraddistingue questo forum ci vedremo costretti a chiudere la conversazione.

Forse preso dalla paura di dire qualcosa, qualsiasi fosse, nessun utente ha proseguito nel dibattito.

Per poter votare in piena serenità ritengo sia necessario conoscere quanto sia vasto lo spazio delle tematiche raccolte dalla linea di pensiero del movimento. Non è accettabile che questo sia puramente ed esclusivamente specializzato in un settore – per quanto rilevante – privando il futuro parlamentare di una guida imposta dalla democrazia interna del partito, dai risultati delle indagini e discussioni presso i suoi elettori. Perché se può essere facile far passare i diritti civili ed altre tematiche “ideologizzabili” in secondo piano data la crisi economica, non si può negare a molte di loro la medesima importanza di una patrimoniale o di una liberalizzazione del settore farmaceutico. Perché comunque sia anche i diritti civili, dal matrimonio gay, all’eutanasia, all’8Xmille, hanno riflessi prettamente economici che sarebbe giusto venissero approfonditi o denunciati dagli accademici del movimento. Perché se in parlamento ci sarà un gruppo numeroso di politici appartenenti a FFID, esso dovrà essere solido sia di fronte alle leggi di stabilità, sia di fronte agli emendamenti per l’introduzione della pillola abortiva. Perché i governi sono caduti per una manciata di voti e l’assenza di una linea ferrea facilita l’emergere di Scilipoti e addirittura li legittima.

Per trovare piacevolmente nuovi punti d’incontro, o scoprire terribili verità antiliberali, l’unica cosa da fare è scrivere sul forum, confrontarsi e domandare spiegazioni.

E vaffanculo alla moderazione: nessuna pietà per i baciapile.

Dan Marinos



Aggiornamento alla data di pubblicazione del post:
Sarà che è il giorno del Signore, ma il thread sui rapporti col vaticano si è arricchito di due nuove risposte:  una è di un seminarista in odore di sacerdozio, e l’altro è di un utente che nega l’ingerenza del Vaticano e della Chiesa all’interno dello Stato.

Cominciamo bene. 

domenica 30 dicembre 2012

Econoroscopo 2013




L'Economostro aveva già proposto (qua) un oroscopo per l'anno 2011, costruito pescando a caso alcuni estratti dai miei libri universitari. Poi il successo inspiegabile di Rob Brezsny su L'Internazionale aveva, almeno per il 2012, alzato invalicabili barriere d'ingresso nel mercato delle predizioni. Quest'anno pare che ci sia di nuovo uno spiraglio, forse perché la predizione Maya e le future elezioni politiche hanno spostato il tema principale delle stronzate postate su Facebook. Dunque approfittiamone: ecco a voi l'econoroscopo per il 2013!

Avvertenze per l'uso: anche questa volta le predizioni saranno ottenute attraverso l'estrazione casuale di frasi accademiche. Tuttavia le fonti non saranno più i manuali di economia, bensì i miei appunti dei tempi dell'università (che sono stati riportati in maniera fedele all'originale, per cui è possibile che troviate errori grammaticali e sigle senza senso).


ARIETE

Capitalismo senza capitali: per quasi 60 anni il sistema bancario si basa sulla riforma del 1936 sulla separazione delle banche commerciali da quelle d’investimento (creazione IRI). […] Tale sistema è durato fino alla riforma Amato. (Corporate Governance)

La vita media quanto sarà, amici dell’Ariete? 80 anni? Quindi se avete più di vent’anni il vostro futuro è segnato: avete già fatto una scelta che vi accompagnerà, alti e bassi, per circa 60 anni. Non vi resta che capire quale e attendere l’arrivo di Amato e del suo cavallo scheletrico. Rassegnatevi e ringraziate il cielo: preferivate forse Andreotti e la sua auto foderata di tritolo? 



TORO

Construction contract is a contract specifically negotiated for the construction of an asset (a building) or a combination of assets (a plant) that are closely interrelated or interdipendent in terms of their design, technology & functions of their ultimate purpose of use. (Accounting and industry specifications)

Tori, è ora di smetterla di usare il leasing operativo e fare la scelta della vita: il matrimonio in fondo non è che un contratto e su di esso verrà costruito un tetto da condividere con la vostra adorabile famiglia. E se mai avrete degli intrallazzi amorosi, votate PDL per un bel condono edilizio.



GEMELLI
Merci conto-vendite: l’acquirente si impegna a vendere la merce per conto del venditore. Il fornitore contabilizza il ricavo solo quando l’acquirente l’ha venduto ad un terzo (Bilancio e comunicazione economica)

Insomma Gemelli il vostro successo non dipende da voi e nemmeno dalle vostre conoscenze bensì dalle conoscenze delle vostre conoscenze. Nel pieno rispetto della tradizione culturale italiana.



CANCRO
La variabile che determina se un costo è variabile o meno sono i livelli d’attività, anche detta cost driver, misurabile come volume di prodotti realizzati o di servizi forniti. In realtà esistono costi variabili che cambiano senza essere legati ai volumi, ma sono dei casi particolari. (Programmazione e controllo)

In altre parole i sacri appunti vi avvisano che dovrete sempre confrontare le vostre azioni con grandezze coerenti affinché le si possano valutare e soppesare in maniera intelligente. Eviterete notevoli figuracce (avrei tanto voluto ricevere questo consiglio l’altro giorno quando sono andato dalla vicina a dirle: “Per caso il tuo rubinetto perde? Perché di notte si sentono cadere delle gocce e fatico a dormire” e lei: “No, è un problema del muro che avevo già notato. Invece voi per caso avete la Playstation? Perché io e un altro vicino vi sentiamo bestemmiare”).



LEONE

La peste del 1347 e le carestie portano, all’inizio del 1400, la pop. a 65 milioni. Solo dal 1475 si manifesta la tendenza crescente che si consolida dal 1530, tanto che alla fine del 1500 la pop è tornata ai livelli pre peste. (Storia economica)

Grandi notizie Leone! La crisi economica è destinata a finire, prima o poi! Certo non si può sapere se cadrete vittima o sopravvivrete: l’importante è che il mondo tirerà avanti lo stesso con o senza di voi.



VERGINE

Cosa determina Y N? Ad esempio il mark-up, o lo sviluppo teconolgico, la concorrenza (tutti elementi incontrollabili dalla BC) (Economia Monetaria)

Vergini, se il livello di produzione naturale non è direttamente controllabile dalla banca centrale, non vedo perché voi possiate controllare la vostra vita. Date tutto ai poveri e ritiratevi in un eremo. Ma ricordatevi prima di andare via di fare il log-out da Facebook.



BILANCIA

Nel 1970 viene data vita alle Regioni, già previste nel 48 ma mai attuate (a parte le r. autonome). Ciò determina lo spostamento della competenza della CASMEZ alle Regioni stesse (Storia dell’Italia dal ’45 ad oggi)

Bilance, affrontate il 2013 con tranquillità e pigrizia. Le parole d’ordine nel mondo del lavoro e nell’amore sarà procrastinare e delegare. Pulirete i piatti dopo, terminerete il progetto domani, manderete il vostro migliore amico a prendere vostra moglie dall’ufficio, completerete la documentazione più avanti, chiamerete qualcuno per il trasloco nel monolocale, leggerete domani le lettere degli avvocati per il divorzio, restituirete un’altra volta alle risorse umane il cellulare aziendale. Tanto sarà un 2013 molto tranquillo.




SCORPIONE

Il più delle volte l’economic valuation significa DCF: 1) trova il discount rate 2) cash forecast 3) TV. Una capital structure che cambia mette in difficoltà il DCF: un PF infatti parte molto leverato per poi ripagare i debt nel tempo. Per questi è meglio usare APV (almeno per il periodo iniziale) e il WACC per il periodo di D/E stabile (Strategic Financial Management)

Smettetela di valutare le persone che vi stanno attorno secondo gli stessi parametri con cui valutate voi stessi. Va bene per alcuni, ma altri hanno bisogno di un’attenta analisi, almeno per i primi minuti di conversazione. Certo che se poi vi parlano di “Murakami”, “Brunori SAS” e “il valore dei derivati è più alto del PIL della Svizzera” allora più che il WACC è consigliabile il Wadavialcù.




SAGITTARIO    
 
Se un modello di regressione lineare (con o senza intercetta) βj risulta nullo, allora possiamo eliminare xj per rendere il modello più semplice (ciò non significa che y sia indipendente da xj, visto che la dipendenza di y da xj passa anche attraverso altre variabili x, che sono correlate con xj) (Metodi quantitativi per la finanza)

Preso così, quest’appunto è veramente criptico. Data la materia di provenienza, si giustifica la pessima qualità della pergamena in cui è stato trovato, tutta bruciata dal fuoco che riteniamo provenisse da una pira sacrificale. Per questo motivo abbiamo contattato una noto esperto in materia di magia e arte divinatoria, che ha tradotto per noi l’oroscopo dei Sagittari: “E’ chiaramente un segno di mancanza d’affetto, che la vita di una persona Y non può dipendere dall’amore di una qualsiasi persona xj , per quanto necessaria, ma dall’amore verso xm, dove per m intendo la Madonna di Medjugorje. Vi prego dunque fratelli del Sagittario a recarvi sul sacro luogo ove i miracoli accadono per davvero. Ci sono ancora posti sul pulmino dell’oratorio di Santa Addolorata, sono 100€ senza albergo.”



CAPRICORNO

E’ un operazione duale alla capitalizzazione. Come la cap, l’attualizzazione sposta una somma di denaro nel tempo, solo che dal futuro al presente.(Matematica finanziaria)

Un classicone per voi del Capricorno: il tempo ha valore. Per voi il futuro deve quindi basarsi sulle parole “tutto” e “subito”, che nelle immagini delle stelle è rappresentato dalla costellazione dell’uomo con la diarrea.



AQUARIO

Ma se l’investitore ha conferito 100 e poi ulteriori 100, e alla fine ottiene 175(<200), come può aver ottenuto un r di +5%? Questo è un esempio di Time Weighted Rate of Return, ovvero un rendimento che si avrebbe avuto se non ci fossero stati riscatti e/o conferimenti. Per calcolare il risultato effettivamente ottenuto nel caso di riscatti e/o conferimenti è necessario calcolare il  Money Weighted Rate of Return che indica il risultato effettivo in termini percentuali. (Economia del mercato mobiliare)

Come per gli amici dello Scorpione e del Cancro, anche voi Aquario dovete stare attenti ad adattare i vostri parametri di valutazione con la realtà. Certo potreste anche adattare la realtà ai vostri parametri: in tal caso sareste o dei VIPs o degli schizofrenici (in entrambi i casi uno spettacolo da baraccone per gli altri undici segni zodiacali).



PESCI

Quando il Pres della Rep ha impedimenti temporaneo, viene sostituito dal Pres. del Senato. [...] Non è responsabile in generale per gli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, salvo casi particolari stabiliti dalla Cost. (Diritto Pubblico).

Praticamente si tratta di fare così: quando siete in ufficio, e incontrate un problema particolarmente difficile, delegate qualcun altro con la scusa che dovete andare in bagno. Non sarete ritenuti responsabili né del completamento del lavoro, ma al massimo di essere degli incontinenti che lasciano una puzza asfissiante lasciata alla toilette; il che è comunque meglio di ammettere di non saper fare i grafici con excel.



Dan Marinos






domenica 23 dicembre 2012

Il PIL mi violenta (ma forse è colpa mia)






Due settimane fa sono stato messo in crisi dalla rubrica Junior del Sole24Ore. Tutto per colpa di una semplice, secca domanda: “Cosa succede al PIL se un signore sposa la propria cuoca?”. Fabrizio Galimberti, autorevole giornalista economico (qui il pdf dell’articolo), spiega ai ragazzi che il prodotto interno lordo diminuisce se un lavoro, prima retribuito, diventa gratuito in quanto rientrante nella sfera delle mansioni casalinghe: “La ragione per cui il lavoro domestico svolto all’interno della famiglia viene escluso dal PIL è solo pratica: perché non c’è né un prezzo né un costo.” scrive Galimberti, continuando poi con un elenco di altri esempi che non ha fatto altro che aumentare la mia confusione: “Questo non è il solo ‘lavoro’ che viene escluso dal PIL. Anche tutta l’attività illegale, dai furti alle rapine in banca allo spaccio della droga alla prostituzione, viene esclusa dal calcolo del PIL. Anche qui per ragioni di convenienza: come si fa a calcolare le sette camicie che deve sudare il rapinatore per organizzare il colpo in banca?”. Leggendo queste frasi, la sensazione è stata quella di un vero e proprio mindfuck (l’Urban Dictionary descrive questa sensazione come: “il processo di stupro della propria intelligenza, mai anticipato da una pre-lubrificazione”), perché da un lato pensavo che il ragionamento avesse senso, e dall’altro ragionavo sulla diverse definizioni di PIL senza tuttavia trovare alcun supporto alla tesi di Galimberti. 

Prendiamo per esempio lo schema classico che i professori universitari utilizzano il primo giorno del corso di macroeconomia e adattiamolo alla domanda che mi ha tanto turbato; per fare questo, trasformeremo il nucleo familiare in una catena imprenditoriale con valore aggiunto. Supponiamo infatti che la titolare di una casa di piacere assuma un gigolò, che non sostiene alcun costo nel fornire il proprio servizio, essendo vitto e alloggio inclusi nello stipendio, che vale, per semplicità, 100€ l’anno (non ho intenzione di dibattere su questo dato, né di effettuare un indagine di mercato per rendere l’esempio più realistico). La matrona, grazie al servizio di questo suo uomo del piacere, riesce a fatturare 500€ l’anno. In uno scenario dove lo Stato non esiste, lo schema di creazione del valore diventerebbe così:



Veniamo ora alla triplice definizione di PIL, che può essere:

- il valore dei beni/servizi finali prodotti: 500€ ottenuti dal bordello.
-il valore del valore aggiunto generato: VA del gigolò + VA del bordello =(100€-0€)+(500€-100€)=500€
-il valore dei redditi generati nel processo: Y gigolò + Y matrona = 100€+400€=500€

Supponiamo ora che la matrona sposi il gigolò, il quale continua però a lavorare nel bordello (ipotesi realistica, visto il numero di pornodive sposate). La casa di piacere continua a guadagnare 500€, ma senza più alcun costo visto che la moglie non deve pagare uno stipendio al marito. Ma per questo motivo il PIL diminuisce? No, rimane invariato:

- il valore dei servizi finali offerti è sempre 500€
- il valore aggiunto è sempre 500€, stavolta generato in un processo con un solo step (500€-0)
-il valore dei redditi generati dal processo è sempre 500€ (al di là di come essi vengano distribuiti tra moglie e marito).

Galimberti offre poi un’ulteriore definizione di PIL, che poi non è altro che la solita formula della IS. Il PIL è uguale alla somma di consumi e investimenti, e forte di questa addizione sembra suggerire il seguente messaggio: “la matrona non consuma più per pagare l’avvenente tronchetto della felicità, dunque il PIL diminuisce”. Peccato che anche in questo caso il totem dell’amore penetri – senza carezze – tra i miei neuroni, i quali ricordavano che ciò che non si consuma viene risparmiato, e ciò che si risparmia diventa, per ipotesi, investimento (da cui l’acronimo “IS”), per cui sotto certe assumptions è indifferente quanto consumo o quanto risparmio: il PIL rimane uguale.

Data la semplicità di questi miei ragionamenti, che non tengono conto delle prospettive future, dei valori attesi, degli effetti sul mercato del lavoro né del livello dei prezzi, e soprattutto tenendo conto della mia insipienza macroeconomica, sono rimasto per giorni dubbioso sul fatto che fossi io a non capire, che fosse in qualche modo colpa mia. Insomma, mi sono sentito come una ragazza che "è andata a cercarsele vestendosi e truccandosi in modo così attraente, così da puttana". Per questo mi sono rivolto alla comunità (dei miei lettori), ponendo il dilemma sulla pagina di facebook. Le risposte pervenute sono state unanimi e confortanti:


David: “Dipende da cosa ne fai dei soldi risparmiati per pagare la domestica. Se lavori di meno (perché hai bisogno di meno soldi) allora, molto probabilmente, il PIL si abbasserà. Se, invece, continuerai a lavorare lo stesso ammontare di ore, l'andamento del PIL dipenderà da cosa farai con i soldi in più: se sposti denaro verso attività con un più alto valore aggiunto delle faccende domestiche (e ce ne sono molti, la quasi totalità) il PIL aumenterà. Tutto questo considerando i rapporti con l'estero invariati.”

Francesco:“ Il PIL forse no, il PNL sì (se la domestica non è italiana)! Ma la domanda seria è: che bevono al Sole per farsi certe domande?”

Luca: “oh mio dio che coglioni, ma non e' vero: che ci fa coi soldi che risparmia?”

Filippo: “Ha detto quasi tutto quello che c'era da dire David. Si può parlare poi del fatto che, se lavori e non paghi la colf, ma metti i soldi in banca, hai uno shift da C a I (ammesso e non concesso che S=I). Ma di questo si è già parlato altrove [...] L'economostro dovrebbe cambiare nome in "Forse-dovevo-fare-scienze-della-comunicazione....-mostro". Oppure l'Accountamonster, che è pure peggio.”


Se dunque la bellezza di una poesia non può rientrare nel PIL (alla faccia di Bob Kennedy) non si capisce perché non lo possa fare il lavoro domestico ma soprattutto, secondo Galimberti, lo spaccio di droga (che è a tutti gli effetti un processo imprenditoriale ed economico). A questo punto, l’unica ragione che mi viene in mente a supporto del giornalista è che i vari istituti di statistica non siano in grado o non vogliano deliberatamente misurare anche l’effetto sui redditi dell’importazione, distribuzione e consumo della cocaina. E’ perché il pusher o la prostituta non fatturano, né dichiarano il proprio reddito, né comunicano ai mercati il nuovo maxi-investimento in una raffineria d’oppio alle porte di Borgo Buzzone?
Possibile, ma a questo punto, se l’uomo sposa la propria domestica e la matrona il proprio gigolò, a calare non è il PIL esistente (per non dire “reale”, termine che confonde le idee) ma il PIL misurato.   



Dan Marinos

 
Invito chi ne sa più di me a partecipare alla discussione. In particolare invito i miei ex-professori, se mai avessi scritto stronzate, a non stracciarmi la laurea da poco conquistata. Inoltre, se mai si dovesse istituire un processo, si sappia che sono disposto a rendere noti alle autorità i cognomi di chi ha rilasciato le dichiarazioni sopra pubblicate.

domenica 9 dicembre 2012

Saper dirsi addio.




Dove se n’è andato George W. che vinse ben due mandati? Dov’è Gerhard, sostituito dalla prima cancelliera? Dove sono Tony e Jaques, uno amico di Veltroni e l’altro di Berlusconi? E cosa n’è stato di Bill, che mentre lavorava cadde nel tranello della segretaria? Davvero, porca miseria, dove diavolo sono finiti? Di certo non dormono sulla collina, anzi: qualcuno è presidente di fondazioni umanitarie, uno è rappresentante dell’ONU in Medio Oriente, altri hanno assunto ruoli importanti in gigantesche multinazionali. In ogni caso si tratta di un bel riposo rispetto a ciò che li ha fatti entrare nella Storia, a dimostrazione dell’esistenza di una regola non scritta ma fondamentale e molto semplice: raggiunto il vertice della carriera politica (that is, essere capo dell’esecutivo) non si può più tornare indietro, ma solo uscire dal gioco. 

In Italia però questa regola non esiste. In Italia nessun ex-primo ministro (ma proprio nessuno) ha mai visto apparire la scritta Game Over sulla schermata, anzi, hanno sempre inserito il gettone prima che scadessero i dieci fatidici secondi. Senza per altro riuscire a migliorarsi, macché: semplicemente, gettone su gettone, han dormito perennemente sulle comode poltrone del Parlamento o dei vari Ministeri dispersi sulle colline di Roma.

Ieri sera si è liberata una stanza nella tranquilla casa di riposo per politici, accanto a Sarkozy e Brown: il nome sulla porta dice “Riservato: Monti”. Un uomo che sembrava conoscere bene la regola che fu rispettata dai suoi colleghi inglesi, francesi e spagnoli. Un tecnico che ha salutato tutti dopo che un partitucolo ha giocato al “non dico che ti sfiducio ma neanche che sto dalla tua parte”, pensando di avere a che fare con un Andreotti o un Prodi qualsiasi. La prima reazione è stata di stima, nonostante i gravi errori commessi dal suo esecutivo. La seconda è stata di dubbio: ha detto addio o arrivederci? Non si è capito. Forse ha detto semplicemente “ciao belli”, che per me vuol dire “ci vediamo all’inferno” ma che De Bortoli sul Corriere traduce in “Ora sono libero di decidere se diventare politico a tutti gli effetti”. Rispetto a quest’ultima interpretazione, è assolutamente vergognoso vedere che il direttore del più importante quotidiano nazionale non sappia – o non voglia sapere – che la storia non dà mai ragione ai sequel, alle ricomparse, alle minestre riscaldate, per quanto affascinanti e romantiche possano essere. Come può una voce così importante del giornalismo italiano dimenticare il vomitevole ritorno di Shevchenko al Milan, nessun goal su 18 partite?  Come può tacere su Freezer, un nemico che ci aveva fatto sudare per ben 70 puntate di Dragonball Z ma che nel 118° episodio decide di ritornare sulla terra per essere sconfitto nel giro di dieci minuti con un colpo di spada – non riesco nemmeno a dirlo, da quanto mi imbarazza –da parte di Trunks?

E se di metafore, paragoni e citazioni è stufo Monti, è stufo De Bortoli e siete stufi voi lettori, lasciatemi quest’ultimo appello rivolto al dimissionario: si ricordi che in Bocconi è vietato rifiutare un giudizio e ritentare l’esame.

Dan Marinos

P.s.: Monti mi ha già risposto con un sms. Dice: “e a me che cazzo me ne frega a me, sono senatore a vita.”

domenica 2 dicembre 2012

E allora guerra sia.


I revisori sono passati; gli impiegati dell'Ufficio amministrativo possono tornare alle loro postazioni. Nonostante la paura e l'incertezza del domani, la ricerca della normalità è comune a tutte le popolazioni colpite dalla tragedia



Non è bello, mentre ben organizzato lavori tranquillo ad una revisione per il 31 dicembre, sentirti battere sulla spalla da una voce che ti sussurra all'orecchio: "Dovreste fare anche una revisione speciale per il 30 giugno. Scorso.".
Finito di raccogliere le carte che si sono sparse dopo che hai ribaltato la scrivania, fai un piano di battaglia super-aggressivo. Ti dipingi di nero sotto gli occhi, come i giocatori di football. Poi però ti accorgi che nero-tempera su nero-occhiaia non si nota, e allora semplicemente prendi la cravatta imbevuta di inchiostro rosso e ne fai una fascia per capelli. Poi prendi in mano il laptop, carichi la penna USB e ti alzi verso l'ufficio amministrativo mormorando: "E' ora di portar fuori la spazzatura...".


Nel frattempo, gli impiegati dell'ufficio amministrativo, a cui è giunta voce che i revisori dovranno rimanere altre due o tre settimane, e dovranno chiedere altri documenti, molti dei quali probabilmente erano già stati predisposti l'anno prima ma sono andati persi, si fanno prendere dallo sconforto più totale. Alcuni ingoiano pillole di cianuro, non prima di aver avvelenato i pesci dell'acquario affinché non vedano le scene crudeli dai vetri della vasca. Altri scappano sulle montagne di carta da riciclare, in attesa di preparare il contrattacco per una guerra di tipo non-convenzionale, fatta di silenzi, "non lo so" e "ancora qua state?!". Altri, semplicemente, si arrendono all'evidenza dei fatti, e cercano di fare il possibile per i colleghi pur rimanendo seduti alla loro postazione. Ingenuamente, forse, credono che l'invasione durerà poco, e tutto si risolverà in breve tempo e senza troppe perdite. Ma poi, per tutti, finisce allo stesso modo: il conflitto è totale, e bisogna venire a patti con la propria personalità, i cui tratti più celati e terribili emergono in un contesto non più civile, non più umano. Solo poche tracce rimangono a testimonianza della crudeltà del destino.


Da una stampa dimenticata nel vassoio della fotocopiatrice:


Prima di tutti, vennero a prendere le fatture e fui contento perché non le avevo predisposte io.
Poi vennero a prendere le note credito e stetti zitto perché quel giorno ero in ferie.
Poi vennero a prendere gli estratti conto e fui sollevato perché pensavo di averla scampata.
Poi vennero a prendere il registro IVA ed io non dissi niente perché non avevo tempo da perdere.
Un giorno vennero da me e non c'era più nessuno a cui potessi delegare.




Dan Marinos