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lunedì 2 luglio 2012

Il discorso di Bob Kennedy è una cagata pazzesca!

Bob è felice, ha scoperto un modo per rafforzare la solidità dei valori familiari. E' tra le gambe della Monroe.


Circa un mese fa Corrado Augias introdusse una puntata del suo programma su Rai Tre con l'arcinoto discorso di Bob Kennedy sul prodotto interno lordo:

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.  
Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.

Augias è un gigante della cultura, e non mi sento di non perdonargli il brillio di soddisfazione nei suoi occhi alla fine del discorso. Ma tutti gli altri esseri umani... "Discorsi del genere dovrebbero farli ascoltare dal primo giorno delle elementari fino al giorno della seduta di laurea", scrive MrBorghes su Youtube. Addirittura, durante lo stage in revisione, ho trovato una copia del discorso incollata dentro un armadio che conteneva le fatture: avrei preferito trovarci un calendario di Brigitte Bardot in versione contemporanea. Kennedy ha generato un incredibile esempio di allucinazione collettiva ottenuta attraverso un discorso manipolatorio che dovrebbe essere incorniciato nel capitolo principale del manuale della cattiva retorica. Basterebbe conoscere il concetto di PIL, la sua triplice natura, la sua composizione in formula. Non stiamo parlando di definizioni filosofiche sulla sostanza, l'anima e l'esistenza di Dio: il PIL è il totale dei redditi/del valore aggiunto generato/della produzione finale di una nazione. Non stiamo parlando di integrali e arcotangenti, ma di una semplicissima addizzione: PIL = consumi + investimenti + spesa pubblica al netto delle tasse + saldo import/export. 

Chi osanna questo discorso percepisce un messaggio di questo tipo: "Il PIL è sbagliato perchè il suo perseguimento nasconde i veri bisogni e obiettivi delle persone". Ma l'errore sta nel vedere il PIL (e la sua crescita) come target, mentre invece è un semplice strumento di misura. I meteorologi, quando usano i termometri, non si prefiggono di modificare il clima: quello, al massimo, è il mestiere di chi ha il potere per impattare sull'inquinamento. Come il PIL non misura la bellezza della poesia (posto che chiunque intenda misurare la bellezza della poesia o la gioia dei momenti di svago è un pirla), il termometro non misura il calore umano nei rapporti intrapersonali: non è quello il suo scopo. "Ma cosa scrivi, che su tutti i giornali dicono che l'obiettivo principale è la crescita (del PIL)?". Certamente, ma di nuovo, il PIL è soltanto uno strumento di misura, e non un manuale di politica economica; egli dice che per farlo crescere basta intervenire su uno di quegli addendi (o sulle loro aspettative, ma non complichiamo le cose), ma non ci dice come intervenire. La spesa pubblica può aumentare sia pagando gli stipendi di centomila soldati che combattono una guerra sbagliata, sia sussidiando centomila disoccupati (tranquilli amici liberali, era solo un esempio). Tocca alle persone che hanno in mano il joystick scegliere come giocare affinchè il gioco duri il più possibile, e non al joystick. 


I Bob-allucinati sostengono comunque che cercare soltanto la crescita economica è sbagliato e miope. Essendo il PIL uguale al reddito di una nazione, è una versione alternativa del motto: i soldi non danno la felicità. Sarà anche vero, ma di certo sono due cose altamente correlate. Prendiamo le classifiche dei Paesi per reddito pro capite, e confrontiamole con quelle per i diritti umani, per la libertà di stampa, per la qualità d'informazione, per l'emancipazione femminile. Scommetto che troveremo più o meno gli stessi paesi al vertice, a metà e alla fine di ogni classifica; evidentemente si cresce economicamente intervenendo sull'onestà della pubblica amministrazione, sull'intelligenza dei dibattiti, sulla giustizia dei tribunali. Altrimenti arrendiamoci ad essere inutili come le squadre che non puntano né alla vittoria né alla salvezza; avremo l'orgoglio delle muffe, e il PIL continuerà a dirci tutto di noi. E noi continueremo a non saperlo leggere. 

Dan Marinos

domenica 23 ottobre 2011

Cata-strofe.


 
Saldati
"Si sta come
d'autunno
 sugli alfieri
le folle"

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Via dal campo (de' fiori)

"Dai manifestanti non nasce niente,
dai governi nasce il default"

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Scambio d'identità

"Ma io non ci sto più", gridò il banchiere e poi
tutti pensavano al nome novello,
l'amico di Mario, o un nuovo venuto;
ma il governo ha scelto Visco,
non quello lì, ma quello là.
E forse questo Silvio non lo sa.

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A cambiar le regole del gioco 

"Lotte e cariche inseguendo un block,
sotto il cielo di un'estate valsusina.
E negli occhi tuoi voglia di vincere,
in autunno un'avventura in più"
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Idolatria
"Tanto gentile e tanto onesta pare
la gente mia, quand'ella altrui valuta,
e se la Vergine, tremando, è caduta,
li occhi no l'ardiscon di guardare."
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 Sodomia fiscale
"Bianca banca nel tacito tumulto
un conto apparì sparì d'un tratto;
come un buco, che,largo,esterrefatto,
s'aprì si chiuse, nella notte nera."

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Er barcarolo va (controcorente)

 "Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove sulle utilitarie
  salmastre ed arse,
  sui san pietrini
  scagliati divelti,
piove su i miti
divini,
su le finestre fulgenti
da scritte anarchiche accolte,
su i Palazzi folti
di zoccole piacenti,
piove su i loro volti
  Silviani,
piove su le loro mani
ignude,
su i nostri vestimenti
  antimanganello,
su stupidi pensieri
  che l'animale schiude
novello,
su la favola bella
che sabato
  t'illuse, che oggi m'illude,
o novantanove.

Li mortacci quanto piove."