martedì 3 gennaio 2012

I protagonisti del 2011 - analisi degli articoli del Corriere.it


Sono appena rientrato dall'India e non ho avuto nemmeno il tempo di dire "bèf" che è scattato l'anno nuovo. Avventuriamoci in un 2012 ricco come tutti gli altri di eventi clamorosi, eventi da dimenticare, eventi gioiosi, eventi irrilevanti, e 20 altre manovre finanziarie. Tuttavia non possiamo dimenticare il buon vecchio 2011, uno di quegli anni che parte svantaggiato perchè essendo dispari è orfano di olimpiadi e campionati mondiali o europei di calcio, e per questo motivo si deve ingegnare con originali e sorprendenti fatti di cronaca e di politica pur di non abbandonarci alla noia di un' annata tranquilla. Il 2011 si è impegnato e ha pienamente raggiunto l'obbiettivo; valeva dunque la pena fare un'analisi, una classifica degli eventi più interessanti dell'anno passato. 
Per soddisfare questa curiosità abbiamo preso l'elenco mensile dei dieci articoli più letti su Corriere.it, dividendoli per genere (cronaca, gossip, politica, esteri...) e per protagonista (Berlusconi, Monti, Minetti, Gheddafi...). Ad ogni articolo è stato assegnato un punteggio, che andava da 25 per il primo a 1 per il decimo (è lo stesso sistema usato nella Formula 1. Perchè abbiamo scelto proprio questo? Perchè dopo quattro mesi in India ho scoperto il gusto di fare le cose a cazzo). Ed ecco i risultati finali:

Classifica per genere 

1)Politica
341
2)Gossip
284
3)Esteri
182
4)Necrologio
145
5)Cronaca
115
6)Cronaca nera
83
7)Curiosità
56

 Classifica per protagonista

1)Berlusconi
95*
2)Manovra
112
3)Terremoto in Giappone
64
4)Guerra in Libia
63
5)Bin Laden
51
6)Feste ad Arcore
45
7)Mario Monti
37
8)Referendum
35
9)Elezioni comunali
34
10)Simoncelli
30
11)Ilary Blasi
29
12)Attentato in Norvegia
28
13)Italo Bocchino
26
14)Gheddafi
25
15)Ruby
18
16)Yara
18
17)Fiducia al governo
15
18)Minetti
15
19)Steve Jobs
3


Il solito grazie - Un paese che da 17 anni e più vive di berlusconismo e antiberlusconismo non poteva che ossessionarsi di Cavaliere, soprattutto in un anno ricco di gossippate. Berlusconi è presente in abbondanza nelle sezioni Politica (specialmente dopo le dimissioni), Cronaca (per i fatti giudiziari) e Gossip (per il bunga bunga) e riuscire a dividere gli articoli che lo riguardavano in queste tre categorie è stato difficilissimo per via della sua tendenza a mescolare tutto insieme in una macedonia mediatica dove lui ci mette la banana. Per esempio, come classifichereste un articolo riassumibile ne "la richiesta di dimissioni (politica) a seguito delle nuove intercettazioni (cronaca) riguardanti le sue prestazioni con un formidabile numero di puttane (gossip)"?
Attenzione però: come si può vedere dalla tabella, egli non sarebbe il protagonista vittorioso del 2011. Con 95 punti, verrebbe letteralmente scavalcato dall'argomento "manovra finanziaria". Tuttavia, visto che in quest'ultima voce rientrano diverse leggi, disegni di legge e semplici proposte (sbaglio o tra Monti e Tremonti ne ho contato ben cinque nel giro di sei o sette mesi?), mi sembrava giusto sommare a Berlusconi anche i punti dedicati alle feste di Arcore (45): vengono così totalizzati 140 punti, e la vittoria per il 2011 è assicurata. Speriamo in un 2012 di maggiore statura.

Novella 2011 - La categoria di genere più premiata è quella politica, e mi sembra piuttosto ovvio: elezioni comunali sorprendenti, referendum incredibili, fine del quarto Governo Berlusconi... insomma, mica bruscolini. Ciò che invece non sorprende è il secondo classificato, il gossip. Possibili ragioni di un così alto punteggio:
  1. I lettori del Corriere (e più in generale, gli italiani) sono dei poveri idioti. Io compreso;
  2. Il Corriere.it fornisce ampio spazio ad articoli che non si sognerebbe di stampare;
  3. Problema Gossip-Cronaca nel discorso sul Bunga Bunga.
A Luglio l'attentato in Norvegia: vincitore facile del mese? No, perchè sul podio arriva addirittura non un articolo ma un semplice confronto fotografico tra uno scatto sexy di Ilary Blasi a 18 anni ed uno più attuale della medesima (solo ottavo l'articolo-intervista in cui la donna si dice pentita); con questa duplice presenza la signora Totti sorpassa nella classifica generale i necrologi di Gheddafi e Steve Jobs, nonché la fiducia al governo posta in Ottobre. Giusto per peggiorare la situazione vi consiglio, ogni tanto, di verificare la frequenza di notizie gossip nelle classifiche settimanali: spaventosamente alta (salvo triplice morte consecutiva di un pilota, un dittatore e un tecnico dei computer).

Primavera, estate, autunno, inverno...e altre mezze stagioni -  Gennaio 2011 si era aperto con le tette della Minetti: riguardo questo tema, vorrei solo far notare l'ossessione del Corriere.it nel proporre un portfolio praticamente infinito di immagini dell'igienista dentale e delle altre olgettine. Poi uno sciatto Febbraio di cronaca nera e ulteriore gossip ha rubato lo spazio alla primavera araba; è per forza, che primavera è a Febbraio? E infatti basta aspettare l'equinozio di Marzo per avere informazioni riguardanti le rivoluzioni in Nord Africa; certo, agli italiani interessano soltanto quelle riguardanti la Libia e il suo dittatore dall'anello sporco di cerone, per cui di Tunisia ed Egitto non si trova traccia alcuna. Giusto per monopolizzare il mese pazzerello arriva il Giappone e comincia a far strizzare le chiappe sul nòcciolo della questione. Ma ancora non è tempo per tirare in ballo il referendum; apriamo invece l'ombrello per proteggerci dal diluvio di "notizie merda": Sposini ha un malore, Baudo ha litigato con Vespa, il culo di Pippa Middleton è bello, scandalo nel mondo del porno, muore il marito di Loretta Goggi, l'FBI indaga sugli UFO e una 12enne è stata messa incinta dal padre. Insomma, ad Aprile non volevamo prenderci veramente sul serio. E abbiamo fatto bene a riposare, perchè non ci sarebbe più stata tregua. 
Maggio: muore Bin Laden e le elezioni comunali vengono perse dalla destra, sconfitta al nord da un candidato il cui slogan era: "Giuliano liberami l'ano" (grazie Diego Bianchi e il minuto 6:30 di Zoro 2011). Giugno: il referendum per acqua, nucleare e legittimo impedimento dominano la scena, nonostante un rigurgito gossipparo con la scazzottata tra Vieri e Corona al secondo posto. Luglio: come detto, tette della Blasi e strage in Norvegia. Agosto: la manovra rivista e rifatta mille volte, tra anni di laurea non riscattabili per la pensione, contributi di solidarietà, dimezzamento dei parlamentari e cancellazione delle provincie. Ah già, e la relazione di Bocchino con la Began, in cima alla classifica. 
Poi di nuovo una mezza stagione tra l'estate e l'autunno, quando il gossip sembra destinato a vincere su tutto con un Settembre patinato: Demi Moore, Miss Italia, Manuela Arcuri, Caius il tizio satanico che fa paura all'America, il tunnel Gelmini e il cancro di Ana Laura Ribas. Roba da far venire la carie ai denti. 
E come Aprile, anche Settembre in realtà si rivela essere una semplice calma prima della tempesta: Ottobre piazza tre morti celebri e accelera la fine del quarto governo Berlusconi. Pam! Eravamo ancora lì a cercare di capire dove fosse il paginone centrale del Corriere e invece trovavamo solo necrologi. Non facciamo in tempo a schiacciare F5 per ricaricare la pagina e sbadabam! Arriva Novembre, quando la top ten è occupata per nove decimi dalla politica, tra la fine del Berlusca e l'inizio di Monti. Tecnici, tecnici, tecnici: improvvisamente tutti a leggere Alesina e Giavazzi, così frequentemente presenti sul giornale che Severgnini quasi teme che i due possano rubargli le rubriche "Risposte ai lettori" e "Faccio tanti viaggi per il mondo che tanto paga il Corriere". E infine Dicembre: ancora manovra, con le lacrime della Fornero che cadendo sui fogli hanno cancellato la questione delle province, mentre il calcolatore per la pensione sul sito del giornale ha fatto sì che il mio vecchio scaraventasse il monitor fuori dalla finestra. La tecnologia si evolve: esattamente dieci anni fa a volare fu l'euroconvertitore speditoci da Berlusconi.

Speranze e previsioni - che dire, di fronte alla chiara vittoria del Gossip (nonostante il secondo posto in classifica) non ci resta che cominciare a balbettare: "Si... ma i dati sono biasati." nel tentativo di evitare di cadere in depressione come succede a tutti i ricercatori i cui modelli di regressione hanno variabili non significative e un Rquadro che fa solidificare l'acqua. Per esempio possiamo legittimamente dire che l'assenza delle manifestazioni autunnali a Roma e della rivoluzione in Egitto è dovuta alla dispersione della notizia in decine di articoli e reportage, mentre l'immagine della Blasi è una sola, categorica e imperativa per tutti. E se questo è il modo di fare giornalismo online (e non vedo perchè debba cambiare), risulterà sempre questo apparente e smodato desiderio di gossip da parte dei lettori.

A questo punto dunque la domanda per il futuro è semplice: chi sarà il protagonista 2012? Monti ha un bel vantaggio perchè è premier, ma il detentore del titolo ha dalla sua parte la fortuna di avere ancora dei processi pendenti. Per guadagnare punti, ieri l'Iran ha sparato un razzo a media gittata: "Ci era avanzato da capodanno" non è parsa una scusa credibile. E in tutto questo, dove diavolo sarà l'economia? Nella decima o quindicesima manovra finanziaria o nello spread che è stato votato parola dell'anno? Nelle parole di un occupante di Wall Street che chiede più equità o in un Governo che risponde con più Equitalia? E per l'amor di Dio, sapremo finalmente cosa vuol dire "equità"? 

Nel frattempo, le tette della Minetti.

Dan Marinos

venerdì 9 dicembre 2011

Pausa ed Auguri



"Guarda che disordine, ma non hai ancora preparato la valigia?"
"No."
"Ma quando parti?"
"Stasera."
"E perchè non hai ancora preparato niente???"

No, non è mia mamma. Sono gli studenti indiani che per 3 mesi hanno dormito nelle stanze accanto alla mia, mentre io studiavo o ascoltavo la musica o cazzeggiavo e che studiavano o ascoltavano la musica o cazzeggiavano mentre io dormivo. Gli studenti che cercano di imparare l'Inno alla Gioia con il violino alle 3 di notte o il testo di "O mia bela Madunina" per una registrazione italo-indiana che non avverrà mai. Quelli che che studiano o fanno il lavoro di gruppo la notte prima della scadenza o dell'esame, e non perchè avessero tante altre cose da fare i giorni precedenti. Volatili.
Oggi si parte, si lascia il campus direzione Mumbai, per poi vagare a caso fino a quando il calendario dirà: Malpensa.

L'Economostro si era già preso una bella pausa in questi mesi saltando numerose volte gli appuntamenti settimanali. A dire la verità però è rimasto sempre attivo, trasferendo le sue cialtronate sulla pagina di Facebook e raccogliendo con due ridicole fotografie in una settimana quello che non era riuscito a fare con 47 articoli in un anno. Roba che ti fa un sacco piacere, ma poi ci pensi un attimo e dici: "Che lettori stronzi che ho!". Nei prossimi 20 giorni sobbalzerò per l'India a bordo di improbabili autobus, per cui difficilmente pubblicheremo e lunghi articoli sul blog e imbarazzanti fotografie su facebook. Ma non vi preoccupate, non è una pausa: è un ritiro spirituale. L'espansione inaspettata del numero di followers ha infatti sovraccaricato il mio server di vaccate, e si rischiava il collasso. Per questo motivo a Mumbai incontrerò una misteriosa persona proveniente dal Vietnam a cui l'Economostro già deve, se non articoli completi, alcune delle perle più geniali. Insomma, sarà un viaggio ricco di nuove, stronzissime idee.

Ordunque, salvo connessioni inaspettate, ci si vede nel 2012. Vi lascio ad un Dicembre pieno di speranze. Per esempio la speranza che nessuno scassi i maroni con i Maya e le loro teorie riguardanti la fine del mondo; che alla redazione de Il Giornale non utilizzino più le vecchie critiche verso Berlusconi rigirandole verso Monti, e che Repubblica la smetta con imbarazzanti campagne, così che eviteremo di assistere all'esplosione di Sallusti o Belpietro indecisi nell'ardua scelta se continuare con l'attacco al Primo Ministro o rivolgersi al quotidiano che in quanto a populismo fa loro una bella concorrenza; che Severgnini, il quale sembra puntare allo spazio che fu di Alberoni, ci prometta uno stile più esplosivo della solita miccetta stantita del '73; che si scopra che Aldo Grasso non paga il canone, che Sky in streaming e che c'ha ancora la tessera tarocca di Tele +; che la gente si renda conto che Brunori Sas non deve il suo stile ad una visione pulita dei Baustelle, ma ad una versione anche più edulcorata delle barzellette di Famiglia Cristiana; che non ci siano più i concerti di Ligabue in 3D i quali, spuntando nel periodo natalizio, sono più vigliacchi dello tsunami del 2004. E tante altre care cose che ora non mi vengono in mente, ma che sicuramente riguarderebbero la combo "troppe tasse e pochi tagli", l'ICI alla Chiesa, l'umidità della linea gialla, il nuovo temporary shop in Piazza Duomo, il Ministro Passera, Casini e i miei amici che vogliono provare le nuove birre al Don Stuart (Via XX Settembre, Crema) con la stessa crisi isterica delle mie amiche che si tufferanno nella nuova collezione H&M feat. il sarto a cui, poco fa, ho regalato le mie lenzuola.

Tutte robe che, sia detto chiaro e tondo, per quanto orrende siano mi sono mancate terribilmente in questi quattro mesi indiani. Mesi di cui tornerò a scrivere, più avanti, chissà quando.
Che tanto c'è tempo.


"E perchè non hai ancora preparato niente???"
"Bah...Faccio tutto all'ultimo momento. Altrimenti non avrei proprio imparato niente, dall'India."


Dan Marinos


Ps: tengo a precisare che potrei correggere la frase "Casini e i miei amici che vogliono provare le nuove birre del Don Stuart" con: "Casini, ed infine i miei amici che...", ma non lo farò. L'idea di Casini al Don Stuart mi sollazza da morire.

domenica 27 novembre 2011

Proverbiale ignoranza



INTRODUZIA:
L'altro giorno il buon Aristocle, mentre si parlava dell'articolo con le poesie modificate di qualche settimana fa, ha sparato una perla:  "l'unione fa la farsa". Vuoi che ieri sono stato 7 ore al mare, vuoi che per arrivarci e tornare indietro ci sono volute 23 ore nette di autobus (su 800 km di tragitto, ergo una media di 34 km/h), vuoi che non avevo  niente da leggere e che non si poteva dormire perchè la strada sembrava essere stata bombardata dai nazisti e l'autista voleva testare le sospensioni nuove di trent'anni fa...
Insomma, ho trovato il tempo per mettermi a giocare con qualche proverbio, chiudendo così con quest'articolo il ciclo sull'attualità che ha coinvolto il blog negli ultimi articoli pubblicati. I proverbi, i modi di dire e le frasi fatte sembrano quasi fatti apposta per essere modificati a proprio piacimento, perchè sostanzialmente nella loro forma originale non vogliono dire nulla. Anzi, è' stato così facile riformularli che ho il terrore di averli copiati da qualche parte ma non ricordo dove. Personalmente poi ho un odio profondo verso molti proverbi, tipo "l'eccezione che conferma la regola", che si spaccia per perla di saggezza ma che invece è una presa per il culo. 
Detto questo...

_______________________________________________________________


Eurobond.
L'Unione fa la farsa

Germania.
Non c'è UE senza te

Ribadire.
Chi c'è CEE, chi non c'è non CEE.

______________________________________________________________


Dimissioni
Tanto fumo poco arresto

Festeggiare 
Chi va via perde il posto nell'isteria

La minaccia
Il padrone è ritornato e il postribolo va ridato

_______________________________________________________________


Il nuovo arrivato
Tra il dire e il fare c'è di mezzo il Quirinale

_________________________________________________


Banchiere di Dio
Christmas with the IOR, Easter what you want 

____________________________________________________


Nostalgia
Quando c'era Lui, Trani arrivava in orario.

_______________________________________________


 Qualcuno piscia sempre fuori dal vaso
L'asse del w.c. è sempre più verde.

_________________________________________
Neo-ministro degli Interni
Donna alla Volante
 
______________________________________________


In tribunale faceva freddo
Vendute con trenta den.
___________________________________________


Paura di perdere
L'elezione che conferma la regola

________________________________________


Probabilità di vittoria
La p(V) dei ciellini è tanta

____________________________________________


Notizie secondo necessità.
Il cane è il miglior amico dell'uopo.

venerdì 25 novembre 2011

Lettera da un lettore - risposta a "L'orgoglio dei leoni"




Visto che stasera me ne vado al mare a mostrare le chiappe chiare agli indiani, torna a salvare l'appuntamento settimanale con l'Economostro il buon Aristocle, lettore che già una volta aveva detto la sua in un articolo sulle tute blu. Anche in questa sua seconda lettera tira in ballo la filosofia e una serie di accostamenti a casaccio tra cose che nulla hanno in comune tra di loro (tipo l'esempio del Cesena, che potrà anche assomigliare alla situazione italiana ma che di certo non assomiglia ad una squadra di calcio). Se troverete punteggiature e spazi con lo stesso ordine logico della dentatura di un contadino cambogiano, è colpa di Aristocle e del suo Microsoft Word 95.


Caro Economostro ti scrivo,
perché è davvero un piacere sentirti. Le mie erezioni da adulatore di M&A sono state molto ridimensionate da un progetto che sto facendo (e che inciderà in larga parte sul mio esame) che ha come oggetto appunto un deal tra 2 società nel settore farmaceutico (rigorosamente non quotate per non facilitare troppo le cose a livello di ricerca dati, comparables, DCF, ecc...) ma non demordo e mi scasso di ricevimenti anche da Brugger, che pur non essendo mio docente, mi ha ammaliato con la sua “r” .
Il mio Cesena sta dando blandi segnali di risveglio, orfani del Giak per noi non è facile per di più la nostra panchina è nelle mani di Arrigoni, non certo lo Steven Seagal degli allenatori, ma per ora è questo che passa il Convento (=Technogym).
Prendo spunto da qui.
 Abbiamo vinto il Derby, non si è vista la mano del nuovo Mister, ma abbiamo vinto. Un piccolo grande segnale è stato lanciato. Nuove sfide ci attendono e non bisogna lasciarsi trasportare da facili campanilismi, entusiasmi o quant’altro.
Monti (e qua mi gioco tantissimo perché ho appena fatto un parallelismo tra Mario Monti e Daniele Arrigoni, e giuro non tocco alcool da almeno 15 secondi se si esclude il dopo barba) si è appena “insidiato” verbo che non mi piace tanto perché sembra celare un ché di minaccioso, quasi fosse una trappola, al Governo e già ci sono state sentenze, profezie e manifestazioni.
Il segnale il buon Marietto lo ha mandato, a quanto pare lo Spread si è un attimino calmato, ma anche qui non è semplice indagare con chiarezza le determinanti di tutto ciò o quanto meno si è tentati di dare giudizi affrettati e poco consoni.
Io ho studiato in un altro ateneo al triennio per cui non sono un bocconiano puro sangue,mi sento un po’ meticcio e quindi ho vissuto la situazione in modo molto distaccato al di là dei toni che si stavano delineando che vagamente mi ricordavano le Termopili. Le frasi che hai evidenziato nel tuo articolo provano che non basta essere in possesso di un badge, avere una buona media, fare parte di un prestigioso ateneo in quanto sono di una banalità e di una semplicità sconcertante. Manifestare, comunicare, limitarci al nostro piccolo orto quasi a dire "non ti curar di loro ma guarda e passa". Penso che la partita si giochi qui.
Cercherò di spiegarti (come se tu fossi un paracadute) come la vedo io.

Manifestare. In greco φαίνομαι (se preferisci “fainomai” tanto Valeria Marini non lo capirebbe comunque, e qui c’è la mia sconfitta più grande) significa apparire, manifestarsi…epifania bla bla bla. Questo è uno sterile esercizio che faccio di tanto in tanto per mantenermi ben oliato il cervello perché non esiste lubrificante migliore per le meningi del greco. A me piace concepire la vita, in tutte le sue sfaccettature, come un enorme processo dialettico. La manifestazione, di qualunque natura essa sia, è sempre ben accetta purché faccia parte di un processo più ampio e non sia assolutizzante. Manifesti per partecipare a qualcosa? Oppure manifesti e basta? Di “fenomeni” ossia di manifestanti ce ne sono già troppi (ciò non significa che non ci siano dei buoni motivi per manifestare ovviamente) e io di fenomeno conosco solo Luis Nazario da Lima. Non ne voglio altri. Quello che intendo è che raramente le manifestazioni hanno portato ad una vera e propria partecipazione, attiva e proattiva, da parte delle parti coinvolte e quindi ogni volta che sento la parola “manifestazione” penso a qualcosa di sì giusto (è un diritto, è lecito, bla bla bla bla) ma di altrettanto parziale e quindi per me poco interessante.
“Andate a studiare, non sapete un cazzo di economia!” è aberrante e orrenda tanto quanto “Non ce l’hanno fatta Tremonti, figuriamoci uno solo!”. Sono tutte frase trite e ritrite di cui non so davvero che farmene. Sono inutili e tristi come gli applausi registrati in serie nei programmi di Candid Camera. “Un’abbonamento” non si scrive con l’apostrofo (impietoso Word me lo sta sottolineando in rosso sangue) ma se un tuo lettore te lo fa notare in un commento i casi sono 2:

- Non ha mai sbagliato in vita sua e pertanto può permettersi tale critica;
- E’ strafatto di pennarelli Uniposca;

Per semplificare considereremo il secondo caso.
Comunicare. Io sono un grandissimo fan di Gorgia. Nel mio ranking è in continuo rialzo. Non viene mai degradato ed è una costante nella mia personalissima top 10.
Il suo fantastico tribolo predicava esattamente che ancora prima di preoccuparsi sull'Essenza di qualcosa, occorre risolverne la questione della conoscibilità e della comunicabilità. E qui casca l'asino. L'Economia c'è. Nessuno (a meno che non strafatto di Uniposca) potrebbe dubitarne. L'Economia è conoscibile. Qui iniziano le prime abnormi difficoltà, ma se non propriamente conoscibile l'Economia è di certo indagabile ed osservabile (troppo spesso a posteriori quando ormai i disastri sono successi, ma è indagabile).
Tagliando corto l'Economia andrebbe studiata, assieme al diritto, all'arte, ecc...a partire dalle elementari. Persone che usano parole come valore e prezzo in modo intercambiabile rappresentano un enorme barriera al dialogo. In un periodo teso e difficile come questo i deal breaker tra indignados e bocconiados sono ai massimi e se si è giunti a questo occorre indagarne le cause.
Quoto in pieno il tuo accenno ad una riforma del sistema scolastico in grado di fornire quanto meno gli strumenti per una sopravvivenza a tutti noi. Se le persone non sono in grado di comprendere ciò che le circonda, non solo per negligenza loro ma per barriere all'entrata allora la competizione non si sta svolgendo su un “equal playing field”.
L'Economia c'è, noi no. Non possiamo più accontentarci di creare valore per gli azionisti, la vera sfida ora come ora è creare Valori, condivisibili, basati sull'arricchimento reciproco e propositivo.
Le cose si devono però fare in 2. Se vogliamo condividere e darci al peer to peer anche gli indignados devono fare la loro parte, ossia uscire dalla fase di manifestanti e procedere lungo una dialettica sino a giungere di fronte a Sarfatti con più dubbi che certezze, portando tanta curiosità (e qualche figa che quella non guasta mai). Di contro tra i leoni non troverebbero boriosi Gordon Gekko pronti a smembrarli come fossero BlueStar, ma ragazzi come loro, indignati, curiosi, dubbiosi e altrettanto attoniti.
Io mi sono un po'stufato di sta menata dei diritti e dei doveri...chi ha il privilegio, il merito, la fortuna di poter studiare deve sentirsi responsabilizzato da tutto ciò, quanto agli indignados a mio avviso hanno una bella lista di doveri da osservare:
Dov'eri quando l’unico Monty che conoscevi era Python?
Dov'eri quando noi studenti eravamo a scassarci la testa, magari in India o chissà dove?
Dov'eri quando gli slogan hanno sostituito la sintesi?

La Bocconi è lì ferma. Quante occasioni hanno avuto per confrontarsi e per cercare un dialogo? Spesso vengono a volantinare i più svariati gruppi studenteschi, dalla falange estrema del partito comunista dei lavoratori cinesi, ai nostalgici di Nino D'Angelo...eppure io non ho mai visto nessuno di questi mettere da parte le loro idee per confrontarsi con qualcosa di diverso.
L'unica cosa per cui vale la pena manifestare è l'intelligenza. Manifestiamola tutti, assieme, ovunque perché purtroppo l'ignoranza è biadesiva, attacca da entrambi i fronti. Mi auguro che la prossima meta di queste manifestazioni sia la meta-morfosi, allora vi parteciperò in prima linea.
Prima di attaccare la sovranità nazionale, di un governo tecnico o meno, cerchiamo di ri appropriarci della nostra...cerchiamo di ragionare con la nostra zucca e di essere sovrani di noi stessi: Re-sponsabili, guardandoci bene dal cedere ai mezzi di “distrazione” di massa, infinitamente infidi e pericolosi.

Abrazo.

Artistocle

venerdì 18 novembre 2011

L'orgoglio dei leoni



Ieri abbiamo assistito alla solita inutile manifestazione. Non ha portato a nessun risultato, tutto è esattamente come prima; forse ce ne dimenticheremo già la settimana prossima. L'unica novità è stato l'obbiettivo della protesta: la Bocconi, come primo luogo-simbolo del neo Presidente del Consiglio Monti.
Quando ho saputo della notizia mi sono gasato un sacco e ho anche sogghignato di fronte a cotanta ignoranza: mai vista una cosa simile in 5 anni, salvo quella bomba che ha avuto un effetto pari ad una cena a base di legumi. Sono corso ad iscrivermi all'evento su Facebook creato dai collettivi studenteschi che hanno pianificato l'assedio, giusto per farmi due risate e leggere le panzane che scrivevano: sorprendentemente la maggiorparte dei commenti erano scritti da bocconiani. Frasi ironiche, come chi faceva notare ai promotori de "La cultura contro la crisi" l'errore grammaticale nella frase  "Nè con Monti, nè con Tremonti". Risposte educate che spiegavano la falsità dello stereotipo del bocconiano ricco e privilegiato (buoni esempi su Wordpress e Facebook, altrettanti interessanti i commenti agli stessi). Tentativi infine di instaurare un dibattito con la controparte. E poi, tutto questo (è solo una piccola raccolta, ed evito volutamente i caps lock) :

"Vaffanculo a tutti quelli che creano problemi."
"Fate ridere merde."
"Andate a studiare."
"Siete e rimarrete solo un branco di ignoranti fannulloni!!!!"
"Andate a lavorare."
"Mi sento in ogni caso ragionevolmente rassicurato nel sapere che entro cinque anni voi poveri sottoprodotti del welfare state sarete letteralmente dipendenti dalle mie tasse."
"Scusate ma quanto siete ignoranti? :) E' evidente che non avete una minima idea di cosa è l'economia, la finanza e persino la Bocconi.[...] Comunque concludo dicendo: don't worry per il vostro futuro! Tanto ci saremo sempre noi a lavorare e a pagarvi il wellfare (sottolinatura mia) con le nostre tasse"
E improvvisamente ho smesso di ridere.

Tutte frasi ridicole, imbarazzanti. Come: Sono uno studente, lasciatemi studiare. Scommetto che poi diventerà: Sono un lavoratore di JP Morgan, lasciatemi lavorare. Va bene, vorrà dire che il giorno in cui verrai licenziato e non potrai pagare il mutuo della casa ti dirò: Sei un mendicante, ti lascio mendicare.
O ancora: Andate a lavorare merde! Difficile, quando il tasso di disoccupazione giovanile è al 29%.
Ma la peggiore rimane: Andate a studiare, non sapete un cazzo di economia!
E' vero, ed ecco il punto cruciale: il non sapere cosa ha causato un problema vieta alle persone di manifestare contro quello stesso problema?  Ovviamente no, per lo stesso motivo per cui gente che non capisce un cazzo di architettura si è lamentata del ponte di Calatrava a Venezia e gente che non ha studiato teologia o giurisprudenza si è flagellata davanti alla rimozione dei crocifissi nelle aule dei tribunali. Tuttavia, la protesta senza la conoscenza è un'azione che pur essendo legittima risulta essere totalmente sterile, perchè ha ben chiaro il danno ma non la causa. E allora, amico Wellfare, rivelaci come hai fatto a ottenere il Sapere: forse che i bocconiani nascono già economisti? Oppure a 14 anni ai tuoi genitori anzichè il motorino hai chiesto un'abbonamento (sottolineatura di una lettrice bocconiana orgogliosa) a Milano Finanza? Direi di no, è più probabile che tutto ti sia stato insegnato all'Università. Pensate a cosa sognavate di diventare quando avevate 14 o 16 anni, prima di passare il test d'ammissione alla Bocconi, e chiedetevi: "Se fossi diventato medico o designer, sarei stato in grado di capire il contratto del mutuo per la casa? Avrei saputo come quando e quanto sarebbe stata la mia pensione? Mi sarei incazzato nel sapere che lo Stato finanzia in parte le scuole private mentre la mia università pubblica fa cagare?" Probabilmente non saremmo in grado di rispondere adeguatamente nemmeno adesso, con una laurea in mano.
Oh, ecco la chiave: com'è possibile sperare di tirare avanti un paese dove l'unico modo per conoscere dei concetti base di economia o diritto è iscriversi a facoltà specifiche? Com'è si può sperare di crescere non solo economicamente ma anche culturalmente se un diciottenne crede (ed è legittimanto a crederlo, perchè nessuno gliel'ha insegnato al liceo) che una s.p.a è una società quotata controllata da un privato, come dimostrato dalle numerose interviste pre-referendum. Quello stesso diciottenne che per andare a studiare arte o fisica quantistica a Milano sale su un treno, perennemente in ritardo, gestito da una s.p.a che guarda caso non è quotata ed è controllata dallo Stato. Come puoi pensare di avere una stabilità politica se lo stesso elettore che ritiene di aver tatuata nel cuore la carta costituzionale, è convinto che il Governo venga eletto dal popolo?
Ed è questo ciò che mi fa incazzare da matti dei manifestanti, siano essi studenti o lavoratori: perchè non chiedono di introdurre lezioni di diritto ed economia nelle scuole superiori (vedi il Progetto Brocca, implementato in pochi casi dove queste materie sono impartite solo i primi due anni per due ore a settimana)? Perchè? Sarebbe ridicolo il terrore che la propaganda del capitalismo si infiltri nelle aule scolastiche per la stessa ragione per cui i libri di storia non sono scritti dai comunisti.
Questo è il primo problema dei manifestanti, e non è sarebbe stato troppo difficile fermarsi dall'invadere la Bocconi, fare un' inversione a U e andare manifestare al Ministero per ottenere un'istruzione adeguata.
E quelli che sono già usciti dal liceo? Quelli che stanno studiando medicina, letteratura, architettura; quelli che ancora si ricordano latino e la legge di Archimede, ma proprio di economia non ne hanno mai sentito parlare. Ecco la risposta del bocconiano: Andate a studiare merde!
Mai una sorpresa, mai un po' di coraggio, mai qualcosa di incredibilmente bello e clamoroso. Rimaniamo chiusi in Via Sarfatti 25, orgogliosi (anche giustamente) di appartenere al miglior ateneo italiano in fatto di economia. Siamo quelli della filosofia schifosa del "con tutto quello che pago...", splendidamente spiegata in questo commento: 

Dico solo che tutto ha un prezzo, giusto o sbagliato che sia. Magari un giorno, e lo spero davvero, non sarà più necessario mandare i propri figli alla Bocconi. Oggi offre un servizio migliore, non si puó negare: se non vuoi/puoi pagarlo almeno stai zitto e non rompere i coglioni a chi lo fa perché il mondo è ingiusto, bella scoperta!

Ma se qualcuno dice che siamo un'élite, ah! ci buttiamo per terra urlando: Siamo studenti come voi, lasciateci in pace! Lasciateci in pace un cazzo! Apriamole ste porte, facciamoli entrare in Università, apriamo un dialogo, mettiamoci in discussione. Facciamogli vedere come sono le lezioni, quali sono i nostri punti forti e dove invece vorremmo migliorare. Dove sono i tre pseudopartiti degli studenti, quelli del mojito e dei tornei di poker? Perchè non li ho mai visti organizzare un dibattito con i ragazzi della statale e della cattolica?

La gloria di Monti non discende a noi solo perchè abbiamo un badge con scritto "Bocconi".

Dan Marinos

domenica 23 ottobre 2011

Cata-strofe.


 
Saldati
"Si sta come
d'autunno
 sugli alfieri
le folle"

_________________________________________________________________




Via dal campo (de' fiori)

"Dai manifestanti non nasce niente,
dai governi nasce il default"

_________________________________________________________



Scambio d'identità

"Ma io non ci sto più", gridò il banchiere e poi
tutti pensavano al nome novello,
l'amico di Mario, o un nuovo venuto;
ma il governo ha scelto Visco,
non quello lì, ma quello là.
E forse questo Silvio non lo sa.

___________________________________________________________


A cambiar le regole del gioco 

"Lotte e cariche inseguendo un block,
sotto il cielo di un'estate valsusina.
E negli occhi tuoi voglia di vincere,
in autunno un'avventura in più"
____________________________________________________________


Idolatria
"Tanto gentile e tanto onesta pare
la gente mia, quand'ella altrui valuta,
e se la Vergine, tremando, è caduta,
li occhi no l'ardiscon di guardare."
__________________________________________________________


  
 Sodomia fiscale
"Bianca banca nel tacito tumulto
un conto apparì sparì d'un tratto;
come un buco, che,largo,esterrefatto,
s'aprì si chiuse, nella notte nera."

_______________________________________________





 
Er barcarolo va (controcorente)

 "Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove sulle utilitarie
  salmastre ed arse,
  sui san pietrini
  scagliati divelti,
piove su i miti
divini,
su le finestre fulgenti
da scritte anarchiche accolte,
su i Palazzi folti
di zoccole piacenti,
piove su i loro volti
  Silviani,
piove su le loro mani
ignude,
su i nostri vestimenti
  antimanganello,
su stupidi pensieri
  che l'animale schiude
novello,
su la favola bella
che sabato
  t'illuse, che oggi m'illude,
o novantanove.

Li mortacci quanto piove."


sabato 8 ottobre 2011

Studiare in India. Mesiversario.


Esattamente un mese fa cominciavo la mia prima lezione, ora è tempo di sfornare le prime impressioni. Scriverò come uno che ha già capito tutto dell'India, o per lo meno della vita universitaria, anche se farei meglio a stere zitto visto che non ho ancora dato un esame, e si stanno avvicinando rapidi quelli di mid-term. Il fatto è che alcune cose che ho notato sono innegabili, per cui se non ho indovinato il perchè, almeno posso descrivere il cosa. Semplifichiamo le cose con qualche macrocategoria.
Corsi: la maggior parte di quelli offerti differisce e negli argomenti e nella didattica da ciò che si può trovare in Italia (ça va sans dire). Su 35 corsi offerti nel secondo anno di Post Graduate Program, circa 24 hanno un titolo su cui, a prima vista, o si aggrottano le sopracciglia o si ride fino a farsela nei pantaloni. Nel primo gruppo rientrarano: "Carbon Finance", "Family Business Dynamics" o il prolisso "Seminar Course on Globalising and Resurgent India through Innovative Transformation". Nel secondo invece troviamo, per esempio, "Persuasive Communication", "Developing Creative Self", o "Exploration in Role & Identity" (quest'ultimo non ha sede fissa: si viaggia per una settimana nel deserto con un professore-guru).
Quale senso e quale valore aggiunto possono apportare questi corsi, specialmente quelli che sembrano avere la valenza di un manuale comportamentale acquistabile presso ogni Autogrill? Difficile a dirsi. Innanzitutto molti di loro non sono affatto corsi dal voto assicurato. Managing Negotiations, per esempio, non ha esame e il voto deve essere appunto negoziato con il professore: quale modo migliore per verificare cosa si è imparato? Se il discorso della reputazione di un istituto (di rating, bancario, governativo) vale anche per l'undicesima Business School nel mondo secondo il ranking del Financial Times, allora mi aspetto che contrattare il voto parlando in inglese con un professore indiano non sia poi così semplice.
I corsi che risultano essere tosti sulla carta (Strategic Financial Management, Derivatives Pricing...) potrebbero nascondere l'insidia di esserer particolarmente demotivanti nel senso che la teoria di queste materie può benissimo (e forse anche meglio) essere fatta a Milano. Ed ecco infatti che questi corsi trattano ben poca teoria (che si da per già acquisita gli anni scorsi) ma solo casi pratici particolarmente tosti assegnati quasi da un giorno all'altro con scadenze che non coprono un mese o una settimana, ma l'arco di una nottata in bianco.
Quasi tutti i corsi, buffi o noiosi che siano, hanno valutazioni che non sono basate esclusivamente su esami scritti. Sistemi alternativi di valutazione si nascondo dietro anche ai corsi più conservativi: il 20-30% del voto di M&A è dettato da una simulazione di acquisizione in cui la classe verrà divisa in più gruppi che dovranno preparare un contratto tra bidder e target, cercando di negoziare il profitto migliore per la loro parte. Anche la partecipazione (rispondere in aula + fare i lavori di gruppo) è importante, viaggia tra il 20 e il 50%, anche se di fatto a lezione vedo ben poca concorrenza tra gli studenti indiani. Anzi, a parlare di più siamo noi exchange: perchè? Dicono che il motivo risieda nel fatto che al secondo ed ultimo anno agli indiani importi un po' meno del voto e un po' di più nella ricerca di uno sbocco lavorativo. Boh.
Consiglio finale, diversificate i corsi: sceglietene qualcuno tosto, qualcuno apparentemente o palesemente fuffa, informatevi bene sui programmi e insistete con i direttori di corsi di laurea a Milano affinchè vi vengano convertiti tutti. Non siate sfigati come me che ho un direttore che mi ha imposto solo corsi di finanza, mortacci sua.

Docenti: in Bocconi è facile riconoscere a quale dipartimento appartenga un professore. Giacca e cravatta? Finanza/accounting. Camicia a maniche corte infilata nei pantaloni (se non nelle mutande)? Macro-micro economia e Scienze delle decisioni. In India l'abbigliamento di qualunque professore si avvicina decisamente a quest'ultima categoria, ma con una sola condizione addittiva: la taglia deve essere XXL. Non importa quanto tu sia alto/grasso/muscoloso, in quegli abiti dovete starci tu e tutto il tuo karma. E questa è l'unica cosa che mi va di dire dei professori.

Servizi agli studenti:
  • Alloggi: stanza minuscola, una scrivania, un letto (no rete, no doghe, solo una tavola di legno e un sottile materasso), un armadio, un ventilatore che traballa appeso al soffitto, un balconcino che da sul giardinetto, cessi puliti (l'usura e la ruggine non contano come sporco), tanta gente simpatica nel dorm che è sempre pronta a darti una mano o a fare una chiacchierata, specialmente fino alle 4 del mattino. Tanto (loro) dormono di pomeriggio. Obbligatorio farsi assegnare il dorm-name.
  • Biblioteca: grazie all'aria condizionata, diventa la mia seconda (anzi prima) casa. Grandi tavoli per i lavori di gruppo, box singoli per lo studio individuale. Credo che ci possa stare il 2% di tutti gli studenti iscritti, ma tanto non ci va nessuno. Curiosa la presenza di qualsiasi libro didattico anche non inerente all'economia, tipo "guarire dalla dipendenza di oppio", "programmare con Windows 95" e "Impariamo la geografia/scienze/universo per bambini" (non sto scherzando. Mi sono dato come spiegazione il fatto che qui gli studenti dell'MBA e i professori vivono in appartamenti per famiglie, e quindi si portano appresso i bambini). Ieri, accanto al libro su tutti i tipi di fonduta, ho trovato un volumetto di ricette italiane pubblicato nel 1954 dalla Penguin con disegni di Guttuso. Perplessità.
  • webmail: sulla stessa piattaforma di gmail, è il fulcro di tutte le notizie del campus. Tutte le mail dei professori con le domande per gli assignment. Tutti gli eventi, dallo sport agli incontri con economisti e manager vari. Tutto il calendario delle lezioni. Chat integrata. Financial times - Asia a richiesta (aggratis). Userfriendly finchè non ti arrivano 30 mail al giorno, tutte importanti.
  • servizio mensa: soluzioni per non dimagrire. Mensa: 60 Rupie, poca scelta ma a volontà, televisore per guardare le partite. Caffetteria: si spende in media 70-80 Rupie, si aspettano 15 minuti per qualcosa di bassa qualità e in scarsa quantità. Juice: bel posto, più costoso degli altri ma di ottima qualità, succhi di frutta divini. ABBATTUTO dopo due settimane, non si sa il motivo. Ristorante: è nella parte nuova del campus, tutti dicono che ci sia un buffet esageratamente buono a 600 Rupie e bisogna prenotare almeno un giorno prima. In realtà nessuno ancora l'ha visto. Ristorante italiano, fuori dal campus, ti porta degli spaghetti e delle bruschette perfette a 200 Rupie; ottimo ogni tanto per sciacquarsi la bocca da quella fottuta spezia che è il coriandolo, che qui mettono ovunque.

Manca il capitolo più vasto, cioè quello riguardante i miei compagni di classe (autoctoni ed exchange) che richiederà una trattazione a parte. Comunque, ciò che conta per uno studente autoctono è la vita nel Campus. Tutto è incentrato all'interno delle mura in uno spazio vastissimo: campo da calcio (urendo), da cricket, campi da tennis e decine di campi per il badmington, due palestre ed eventi su eventi a cui partecipare. Questo vuol dire che nel bene o nel male, specialmente durante il primo anno di PGP quando i ritmi di studio sono asfissianti, gli studenti non escono nemmeno a vedere cosa c'è in giro per la città. Non è una vita da compatire e nemmeno da invidiare se confrontata con quella milanese. Il campus, l'affitto di un trilocale e il pendolarismo sono tre universi, tre possibilità che possono combinarsi insieme spiegando l'ontologia dello studente nella gioia e nel dolore, come Brahma, Vishnu e Shiva che si sono messi insieme per creare questo mondo, compreso 'sto cazzo di coriandolo che mannaggia a loro è dappertutto. Lo odio.

Dan Marinos